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Una notte di musica al Sottoscala9: Leonardo Angelucci e Maurizio Vizzino accendono Latina

Il Sottoscala9 di Latina si conferma ancora una volta uno dei luoghi più autentici e necessari per la musica dal vivo del territorio, accogliendo una serata capace di unire intensità artistica, cura dei dettagli e un forte senso di identità musicale. Protagonisti della notte sono stati Leonardo Angelucci e Maurizio Vizzino, due progetti distinti ma accomunati da una visione chiara e coerente, entrambi sviluppati all’interno del percorso creativo di Free Club Factory, etichetta e laboratorio di idee che continua a investire nella qualità e nella crescita degli artisti.

Ad aprire la serata è stato Maurizio Vizzino, che ha saputo conquistare il pubblico fin dalle prime note con un set elegante e profondamente sentito. I brani proposti anticipano il suo prossimo album, previsto per la metà del 2026, e mostrano una scrittura matura, capace di unire sensibilità melodica e ricerca emotiva. Particolarmente intensa l’esecuzione di “Romanza”, singolo in uscita il 30 gennaio per Free Club Factory, che ha già il sapore di un brano destinato a lasciare il segno: delicato, sincero, costruito su un equilibrio raffinato tra voce e arrangiamento. Sul palco, Vizzino è apparso pienamente a suo agio, sostenuto da musicisti affiatati che hanno valorizzato ogni sfumatura del repertorio con grande professionalità.

Dopo un’apertura così densa di atmosfera, l’attesa per Leonardo Angelucci era palpabile. Il cantautore ha presentato dal vivo il suo ultimo lavoro, “Plurale come due”, un album che conferma la sua capacità di raccontare l’intimità senza mai risultare autoreferenziale. Il concerto è stato un vero e proprio viaggio emotivo, in cui ogni brano ha trovato spazio per respirare e dialogare con il pubblico. La band, solida e ispirata, ha accompagnato Angelucci con grande sensibilità, dimostrando una forte intesa musicale e una notevole attenzione alle dinamiche live.

La forza dello spettacolo è stata proprio la sua autenticità: nessun artificio superfluo, ma una cura estrema per il suono, per gli arrangiamenti e per l’interpretazione. Leonardo Angelucci ha mostrato una presenza scenica matura, capace di alternare momenti di grande intensità a passaggi più intimi, creando un contatto diretto e sincero con la platea. Ogni musicista sul palco ha contribuito in modo determinante alla riuscita del concerto, dimostrando competenza, ascolto reciproco e una forte identità collettiva.

La serata al Sottoscala9 non è stata solo un concerto, ma la conferma di un percorso artistico costruito con coerenza e visione. Free Club Factory si conferma come un punto di riferimento per chi crede nella musica come progetto culturale, prima ancora che come prodotto. Eventi come questo raccontano l’importanza di spazi, artisti e realtà capaci di lavorare insieme per dare valore alla musica dal vivo, creando esperienze che restano nel tempo.

Latina ha risposto con calore e attenzione, premiando la qualità e l’impegno di due progetti artistici che guardano al futuro senza dimenticare l’importanza dell’emozione, della professionalità e della condivisione. Una notte che lascia il segno e che ribadisce quanto la musica, quando è vera, sappia ancora unire e raccontare storie in modo potente.

Dieci anni di “Terza Guerra Mondiale”: The Zen Circus annunciano il tour europeo celebrativo

Dieci anni dopo la sua uscita, La Terza Guerra Mondiale torna a farsi sentire dal vivo. The Zen Circus celebrano uno degli album più rappresentativi della loro carriera annunciando un tour europeo speciale, in programma dal 17 al 27 aprile, che toccherà alcune tra le principali città del continente.

Otto date, otto appuntamenti unici, durante i quali la band suonerà l’album per intero, affiancandolo alla scaletta originale dell’epoca. Un viaggio a ritroso nel 2016, anno in cui Appino, Ufo e Karim Qqru pubblicavano il loro nono disco in studio, segnando una svolta decisiva nel sound e nell’identità del progetto.

La Terza Guerra Mondiale rappresenta un punto di non ritorno nella discografia degli Zen Circus: un lavoro diretto, politico e viscerale, capace di fissare canzoni diventate veri e propri classici come Ilenia, Non Voglio Ballare e La Terza Guerra Mondiale. Tra queste spicca L’anima non conta, brano certificato disco d’oro e capace di superare 13 milioni di stream su Spotify, diventando uno dei pezzi più riconoscibili della band.

Negli anni successivi, The Zen Circus hanno costruito un percorso artistico in costante evoluzione: tredici album pubblicati, un romanzo anti-biografico edito da Mondadori, la partecipazione tra i Big a Sanremo 2019 e migliaia di concerti che hanno contribuito a creare un pubblico ampio, trasversale e profondamente fedele. Un cammino che li ha resi, nel tempo, un riferimento imprescindibile del rock italiano contemporaneo.

Il tour europeo arriva inoltre a pochi mesi dalla pubblicazione di IL MALE (Carosello Records), ultimo album di inediti uscito il 26 settembre 2025. Il disco ha debuttato al 2° posto della classifica FIMI/GfK dei supporti fisici e al 4° posto della classifica generale, accompagnato da un tour italiano quasi interamente sold out, con dieci date esaurite su dodici. Un risultato che conferma l’energia creativa della band e il forte legame con il proprio pubblico.

Con questo tour celebrativo, The Zen Circus non si limitano a guardare indietro, ma riaffermano il valore di un disco che, a distanza di dieci anni, continua a parlare con lucidità e urgenza al presente.

Date del tour europeo

  • 17 aprile – Lugano (CH), Studio Foce
  • 18 aprile – Lugano (CH), Studio Foce
  • 19 aprile – Monaco (DE), Unter Deck
  • 20 aprile – Berlino (DE), Frannz Club
  • 22 aprile – Parigi (FR), Le Chinois
  • 24 aprile – Bruxelles (BE), Pilar Box
  • 25 aprile – Londra (UK), Dingwalls
  • 27 aprile – Barcellona (ES), La Nau

Ufficio stampa: BigTime

Sziget Festival 2026: Twenty One Pilots, Florence + The Machine e Lewis Capaldi inaugurano la nuova edizione sull’Isola della Libertà

L’Isola della Libertà si prepara a riaccendersi. Il Sziget Festival ha annunciato i primi nomi che animeranno l’Isola di Óbuda a Budapest dall’11 al 15 agosto 2026, iniziando a dare forma alla celebre “vacanza-festival” tanto amata dagli “Szitizens” di tutto il mondo. Questa prima ondata di artisti svela una line-up curata che mescola grandi star internazionali e nuove scoperte.

Gli Headliner: Grandi Ritorni e Nuove Conferme

A guidare la line-up del 2026 ci sono i Twenty One Pilots, il duo americano tra gli act più richiesti dai fan del festival. Attesissimo anche il ritorno sul Main Stage di Lewis Capaldi, mentre Florence + The Machine farà tappa a Budapest con il tour del nuovo album “Everybody Scream”. Si unisce a loro anche SOMBR, artista del momento con tracce indie ascoltate da milioni di fan, pronto a tornare in Europa da protagonista.

Una Line-up Eclettica: Dall’Elettronica al Punk

Il Sziget si conferma un crocevia di generi. I pionieri dell’elettronica Underworld torneranno dopo oltre vent’anni , affiancati da una programmazione dance che spazia dalla house all’hard techno con nomi come Dom Dolla, Joris Voorn, Pan-Pot e Jazzy. Spazio al rock con la potenza scozzese dei Biffy Clyro e gli indie-heroes tedeschi Giant Rooks , mentre la polistrumentista Tash Sultana porterà il suo sound senza confini e la star virale bbno$ i suoi successi hip-hop. Non mancherà l’energia punk e abrasiva delle Lambrini Girls e dei Bad Nerves. Tra le novità spicca anche TOMORA, il nuovo progetto di Aurora e Tom Rowlands dei The Chemical Brothers , e il debutto audace degli ALT BLK ERA.

Oltre la Musica: Un Universo di Esperienze

Come sottolineato dal CEO Tamás Kádár, il Sziget è un universo di esperienze che va oltre la sola musica. L’Isola della Libertà si trasformerà in un vero “paese dei balocchi” grazie a installazioni artistiche, spazi culturali e performance a sorpresa. Tornerà inoltre il rinomato programma dedicato a circo, teatro e arti performative, elemento fondamentale dell’identità del festival.

Info Pratiche e Biglietti

Il festival si svolge nel cuore di Budapest, facilmente raggiungibile dall’Italia con voli diretti e un efficiente sistema di trasporto pubblico locale. Il campeggio base, dotato di docce e bagni veri, supermercato e farmacia, è incluso nel prezzo del biglietto Festival Pass.

I biglietti Early Bird sono disponibili ancora per pochi giorni: il prossimo aumento di prezzo è fissato per il 16 dicembre alle ore 20:00.

In anteprima esclusiva: Il videoclip di “Una Storia Se Ne Va”, il nuovo brano di Alessandro Celani

Siamo contentissimi di presentarvi in anteprima esclusiva il videoclip di “Una Storia Se Ne Va”, il nuovo singolo di Alessandro Celani, in uscita il 5 dicembre su tutte le piattaforme digitali (Pre-save del brano). Il brano, scritto e composto dall’artista, vede alla produzione e arrangiamento Vezio Bacci, mentre Paolo Lovat cura mix e master. La pubblicazione è firmata Azzurra Music, con distribuzione digitale ADA Music Italia, e il lancio promozionale è gestito dal nostro Ufficio Stampa.

“Una Storia Se Ne Va” è un brano che affronta con delicatezza il momento in cui qualcosa si chiude: una relazione, una fase della vita, un frammento di sé. Celani trasforma questo passaggio in un racconto sonoro sincero, diretto, dove la malinconia non è mai sconfitta, ma parte di un’evoluzione. La sua scrittura unisce l’immediatezza del cantautorato moderno alla cura poetica che contraddistingue ogni suo testo.


Il videoclip

Il video ufficiale è stato realizzato dal Free Club Factory, con le riprese di Matteo Troiani e il montaggio di Leonardo Angelucci, che firma anche la regia, affiancato in co-regia dallo stesso Troiani.

Le immagini si muovono tra primi piani intensi e dettagli simbolici, lasciando spazio non solo alla musica, ma anche ai personaggi che animano la storia: Alessandro Celani, Marta Pistilli, Alessandro Mauthe e Sabino Rociola.

Il risultato è un videoclip essenziale ma carico di significato, un piccolo film che amplifica l’anima del brano e ne arricchisce il racconto.


Testo del brano

La scintilla esplode il giorno
Il vento soffia, il sole sorge ad est
Tutto quel rumore intorno
Un chiassoso silenzio che non c’è
Poi la notte riprende forma 

Pianto forte d’immortalità e pietà
Il mio cuore non è a norma
Chissà quanto ancora piano batterà 
Ed io confuso nel dovere
Mi ricordo un dispiacere 
E tu ripresa nell’orgoglio
Ti ricordi quel che voglio

Va, va, va una storia se ne va
E lontano morirà
Va, va, va un tramonto passa e va
Mai più ritornerà

Il bagliore trasforma il giorno
Il mare spinge forte verso est
Non c’è più un rumore intorno 
È in disordine il pensiero che ho di te
Poi la notte ricambia forma
Grido di catarsi e amara libertà 
Ma il mio cuore non è a norma
Chissà quanto ancora forte batterà 
Ed io, sbiadito nel sapere
Mi ricordo con piacere
Tu rinchiusa dall’orgoglio
Non accetti quel che voglio

Va, va, va una storia se ne va
E lontano morirà
Va, va, va un tramonto passa e va
Mai più ritornerà
Va, va, va un storia se ne va
Ma col tempo passerà 
Va, va, va anche l’alba se ne va
E chissà se tornerà 

I corpi incandescenti si bagnano
Di un fuoco che accende loro in viso
Pronti a estinguersi nel vento 
Lo sento, lo sento dagli occhi il tuo sorriso

Va, va, va una storia se ne va
Mentre un’altra nasce già 
Va, va, va un tramonto passa e va
E la notte vincerà
Va, va, va un storia se ne va
E col tempo passerà 
Va, va, va anche l’alba se ne va

Ma più vera tornerà


Chi è Alessandro Celani

Nato a Roma e cresciuto a Capena, dove vive tuttora, Alessandro si avvicina alla musica fin da bambino iniziando dalla batteria, per poi sviluppare una profonda passione per il canto e la scrittura. Parallelamente al percorso musicale, studia recitazione presso l’Accademia Internazionale di Teatro, diplomandosi nel 2020.

All’età di 23 anni intraprende ufficialmente la carriera solista, pubblicando l’album “Anima Vita” e l’EP “13:31”, entrambi completamente autoprodotti. Il suo stile affonda le radici nella tradizione cantautorale italiana, con influenze che spaziano da Ivan Graziani a Lucio Dalla, da Francesco De Gregori fino ad autori più contemporanei come Lucio Corsi e Brunori Sas.

La sua musica cerca un equilibrio tra originalità musicale e lirismo, unendo linee melodiche curate a testi densi di immagini e significati. Negli ultimi anni ha partecipato a numerosi premi e concorsi nazionali di rilievo, tra cui Premio Tenco, Premio De André, Musicultura, Premio Pigro Ivan Graziani (dove approda in semifinale) e il Festival di Castrocaro.

Link dell’artista:

Un concerto per Pasolini. i Tre Allegri Ragazzi Morti presentano il Concerto Disegnato

Le date: 

22/11 San Vito al Tagliamento (PN) – Auditorium Zotti – ore 22:00 
23/11 San Vito al Tagliamento (PN) – Auditorium Zotti – ore 18:30 
29/11 Trieste – Teatro Miela – ore 21:30 

Prevendite:  treallegriragazzimorti.it/concerti 

Nel cinquantesimo anniversario della sua morte, i Tre Allegri Ragazzi Morti dedicano a Pier Paolo Pasolini uno spettacolo unico nel suo genere: “Pasolini, concerto disegnato”

Disegni, musica, immagini e parole si intrecciano per raccontare la biografia del poeta friulano, figura ancora viva e controversa del Novecento italiano. 

Lo spettacolo nasce dal graphic novel di Davide Toffolo “Pasolini”, pubblicato per la prima volta nel 2002 e tradotto in cinque lingue. Da questo fumetto è germogliata la forma scenica del concerto disegnato, che trasforma il fumetto in esperienza visiva e sonora. 

Sul palco, Davide Toffolo – voce e matita dei Tre Allegri Ragazzi Morti – dà forma e colore alle visioni pasoliniane, disegnando dal vivo accompagnato dalla musica della band. Il corpo del poeta, la sua voce, i suoi pensieri scandalosi prendono vita in tempo reale, sospesi tra rock e poesia, tra memoria e rivoluzione. 

La performance unisce le due anime fondamentali del gruppo pordenonese – il disegno e la musica – in un’esperienza che celebra oltre trent’anni di attività dei Tre Allegri Ragazzi Morti, band mascherata simbolo della scena indipendente italiana. 

Lo spettacolo alterna le canzoni dei TARM a momenti di improvvisazione e loop psichedelici, accompagnati da registrazioni della vera voce di Pasolini e da immagini tratte dalle sue opere più intense. 

Ospite speciale per questi tre appuntamenti sarà Adriano Viterbini, uno dei chitarristi rock italiani più talentuosi ed estrosi, grande amico dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Già con Bud Spencer Blues Explosion, Jovanotti e I Hate My Village, Viterbini collabora da tempo con il gruppo sia su disco che dal vivo, portando sul palco la sua inconfondibile energia e sensibilità musicale. 

“Pasolini, concerto disegnato” sarà presentato in tre date speciali in Friuli-Venezia Giulia: 
sabato 22 e domenica 23 novembre all’Auditorium Zotti di San Vito al Tagliamento (PN), all’interno del Piccolo Festival Animazione, e sabato 29 novembre al Teatro Miela di Trieste

I biglietti per le due date di San Vito saranno disponibili esclusivamente tramite DICE; non è previsto un botteghino all’ingresso dell’auditorio. 

L’iniziativa fa parte della sesta edizione di La Via di Casa, con il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia – Turismo. La Via di Casa è il festival che Tre Allegri Ragazzi Morti dedicano alla propria regione, il Friuli-Venezia Giulia, per scoprirla, conoscerla e condividerla attraverso la musica, l’arte e gli incontri. #FVGlive 

 

La Musica piange James Senese

Oggi, mercoledì 29 ottobre 2025, alle ore 07:05 Gaetano Senese, in arte James, si è spento presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli all’età di 80 anni.

I funerali si terranno domani giovedì 30 ottobre alle ore 12:00 nella Parrocchia Santa Maria dell’Arco in Piazza Madonna dell’Arco 8 a Miano, nel quartiere dove l’artista ha vissuto tutta la vita.

JAMES SENESE non è stato solo un musicista, cantante e compositore. È stata una voce unica, inconfondibile, di una Napoli che ha espresso creatività, fantasia, profondità, cultura.

Nato il 6 gennaio 1945 a Napoli, ha vissuto sulla propria pelle tutte le difficoltà che un ragazzo “figlio della guerra” (il padre, un soldato americano, non lo ha mai conosciuto) ha dovuto affrontare.

Questa sua sofferenza, unita a un’infanzia povera, lo hanno spinto a cercare un riscatto e trovare il proprio posto nel mondo, E lo ha fatto in quasi sessanta anni di carriera, decine di album, e migliaia di concerti in giro per il mondo. James Senese è stato un punto riferimento non solo artistico, ma anche umano. La sua coerenza e disciplina, il suo sottrarsi alle logiche di mercato, la sua incessante ricerca musicale, lo hanno reso un modello, un’ispirazione per chiunque volesse aspirare a diventare un artista.

È stato il primo a credere in un giovanissimo Pino Daniele, cui offrì un posto di bassista (e un basso elettrico, che lo stesso James gli acquistò) nei Napoli Centrale, la band con cui Senese ha compiuto una rivoluzione musicale dando il via a quel Neapolitan Power che dall’inizio degli anni settanta ha fatto di Napoli una capitale musicale internazionale. Pino Daniele renderà poi tributo a quell’idea di sound e commistione culturale, così come ai seminali Showmen (la band fondata negli anni sessanta da Senese e Mario Musella, altro figlio nato dall’unione di una napoletana e un soldato statunitense) con un album epocale, Nero a Metà, nel quale il timbro del sax di James è centrale, inconfondibile e indelebile, nel cuore e nella memoria.

Lascia ore e ore di musica, il suo testamento artistico, che sono patrimonio di tutti, e una certezza: l’Arte non ammette compromessi.

In queste parole lo stesso James Senese qualche tempo fa, racchiude il cuore del suo pensiero e della sua filosofia:

“Il tempo è una cosa che assume significato col passare degli anni; da giovane ci fai poco caso, non te ne curi. Ma poi quando comincia a correre cerchi di fissarlo, di rallentarlo. Io lo faccio armato di sax e sentimento. Sono nato nel 1945, anno della fine della guerra, da padre americano e madre napoletana. Sin da piccolo ho sempre cercato di contrastare quello che ritenevo ingiusto, primo fra tutti il pregiudizio. Sicuramente il colore della mia pelle ha contribuito a sviluppare questo sentimento. Immaginatevi come poteva sentirsi nel 1960 un ragazzo di quindici anni napoletano guardandosi allo specchio, vedendosi diverso dai miei coetanei, e da quello che la società del dopoguerra imponeva. Insomma, ho avuto la mia parte di complessi da superare, cercando di sentirmi uguale agli altri che spesso non mancavano di far notare la mia “diversità”. Poi un giorno ho scoperto lo strumento che ha cambiato per sempre la mia vita, il sassofono. Lì ho condensato tutte le mie angosce, le mie paure, soffiandole via, letteralmente. Ho capito che potevo liberarmi di tutti i problemi, che potevo scacciare i timori che attanagliavano la mia anima. Sono di famiglia modesta, per non dire povera. Suonando decisi che avrei voluto parlare degli ultimi, di quelli che non ce la fanno, di quella parte di popolo che vive a testa bassa per portare a casa la pagnotta; ma avrei anche voluto parlare di amore e rispetto per le persone. Non mi è mai interessato il denaro. Ho rinunciato a contratti importanti che mi avrebbero però fatto tradire quello in cui credevo, e credo ancora; la coerenza e l’onestà artistica. Credo di essere diventato un buon musicista e un buon compositore, con sentimenti forti, lasciando da parte gli egoismi e i personalismi; ringraziando invece per quello che in quasi sessant’anni di musica ho ottenuto. Di questo devo dire grazie a Dio, alla mia famiglia, che mi hanno dato la forza e i giusti valori. Credo che soltanto il rispetto e l’accoglienza dell’altro, del diverso, possa contribuire alla pacificazione delle persone, e ci dia quella parte di felicità necessaria per amare il prossimo.”  James Senese

Ufficio Stampa – Big Time

“Plurale come due”, il secondo disco di Leonardo Angelucci è su tutti i digital stores

È uscito oggi, venerdì 24 ottobre “Plurale come due” (etichetta e distribuzione: Free Club Factory), il nuovo disco di Leonardo Angelucci.
Mentre il tempo scivola troppo velocemente, l’amore e la musica sembrano diventare usa e getta, e cresce in noi la sensazione di essere sbagliati, Angelucci sceglie per il suo secondo album il linguaggio che più gli appartiene e che da sempre si ribella a tutto questo: il rock che conosce il respiro dei palchi, arricchito da venature punk, suggestioni internazionali e pulsazioni elettroniche. Ci restituisce così un racconto che, al di là della nascita di due gemelli, a cui dedica l’intero lavoro, è quello di tutti: storie d’amore finite che ridisegnano città intere, dolori che diventano rinascite, il desiderio di fuggire lontano, la fatica di riconoscersi nello specchio del mondo, le occasioni perdute e la sete inestinguibile di riscatto.
A rendere unico Leonardo è la sua voce schietta e diretta, che abbraccia senza resistenze. Una voce che non potrebbe essere altrimenti, capace di semplificare senza mai sminuire. Si arrampica sulla pelle e cattura la quotidianità: un flusso di pensieri, interrotto qua e là da isole di silenzio; poi le chitarre, che parlano della passione di Leonardo per la musica suonata, e la sezione ritmica, che traduce in suono i battiti accelerati del suo cuore, quelli che da fuori non si possono vedere.


Al suo fianco, nella nascita di questo disco, due mentori: Giorgio Maria Condemi, con i suoi guizzi produttivi permeati da ispirazioni vintage di qualità, e Gianni Istroni, le cui scelte restituiscono la sapienza di chi in questo mondo ci abita da sempre, e non ha mai smesso di osservare e lavorare.
Leonardo Angelucci parla del disco“È il mio secondo album in studio, realizzato allo Stra Studio di Centocelle, con la produzione artistica di Giorgio Maria Condemi e l’operato di un artigiano del suono di grande esperienza come Gianni Istroni. Il secondo album è sempre il più difficile, nel mio caso non tanto per la scrittura e per la produzione, quanto per i tempi di pubblicazione e gli sconvolgimenti di vita intervenuti nel mezzo. Tra cui quella che ho definito la mia release più importante finora: Damiano e Ilenia. Ma c’è un altro riferimento al numero due. Per la scrittura di due brani, “Aeroplano” e “Camaleonte”, mi sono avvalso di un collega cantautore con il quale ho condiviso l’esperienza del CET di Mogol: Francesco Pesaresi, in arte “Pecs”. Il disco, che sguazza nelle mie radici rock, è tutto suonato da me e Giorgio, con un’attitudine abbastanza punk e l’aiuto di qualche artificio in fase di produzione. Le corde del basso e della chitarra sono le vere protagoniste, sempre supportate da un groove della sezione ritmica e da qualche synth o coro. I testi parlano d’amore finito, di addii e arrivederci, di arrivi e partenze, passando per riflessioni sulla società decadente che ci circonda e sulla nostra invisibilità nel complesso.”

La presentazione ufficiale
venerdì 7 novembre, ROMA
Wishlist – Via dei Volsci 126B
ore 21:00, ingresso 8 euro online, 7 euro alla porta
Link prevendite: https://link.dice.fm/We61b738665c
Un evento Aloha Dischi e Radio Rock 106.6

Tracklist: 1. Aeroplano – 2. Sopra di Me – 3. All You Can Eat – 4. Camaleonte – 5. Il Cane e il Gatto – 6. Faccio Surf – 7. Tarassaco – 8. Extraterrestre

Musica: Leonardo Angelucci, Giorgio Maria Condemi
Testi: Leonardo Angelucci, Francesco Pesaresi “Pecs” (“Aeroplano” e “Camaleonte”)
Mix & Master: Gianni Istroni
Artwork di copertina: Leonardo Angelucci
Label, distribuzione & Management: Free Club Factory
Ufficio Stampa: Purr Press
Fotografie: Matteo Troiani
Produzione Video: Free Club Factory
Link: https://onerpm.link/304138391438

Biografia

Leonardo Angelucci è un cantautore romano classe 1991. Dopo le prime esperienze con band rock e prog tra il 2011 e il 2016, intraprende la carriera solista pubblicando nel 2017 l’EP Contemporaneamente per Alka Record Label, affermandosi da subito con premi, riconoscimenti e un’intensa attività live in tutta Italia. Nel 2018 esce Questo frastuono immenso, suo album d’esordio, prodotto da Manuele Fusaroli. Il disco, apprezzato da critica e pubblico, viene presentato su Rai Radio 1 e lanciato da videoclip in anteprima su Repubblica.it. Con oltre cento concerti in due anni, Leonardo si conferma una delle voci più autentiche della nuova scena cantautorale italiana. Vincitore della Biennale MArteLive 2019 e del premio Nuovo IMAIE per il tour nazionale, è anche finalista di Musicultura e Arezzo Wave Lazio. Parallelamente alla musica, pubblica due romanzi con Phasar Edizioni (Luna, ovvero Nessuno e Luna e la galleria dell’alba). Nel 2020 inizia una nuova fase creativa con Giorgio Maria Condemi (impegnato in tour con artisti come Motta e Truppi), che produce artisticamente il suo nuovo percorso musicale, raccolto prima nell’EP Manifesto Canzoni e poi nel secondo album Plurale come due, in uscita il 24 ottobre 2025 e anticipato dai singoli “Sopra di me”, “Il cane e il gatto” e, il 26 settembre 2025, “Aeroplano”. Un lavoro intenso e viscerale, tra folk, rock e canzone d’autore, che fonde energia elettrica e intimità acustica.

“Ouverture” è l’album di esordio di Franco Urbano

Il 03 Ottobre è uscito su tutti i digital stores “Ouverture” il primo album di Franco Urbano (Corrado Luzzago · Thomas Calcagno); interamente autoprodotto, con il contributo in Mix e Mastering di Michael Majko Ferraris e promosso da Free Club Factory.

Ouverture è un concept album dove il genere musicale cambia in base al racconto. L’ascoltatore sarà accompagnato attraverso lo storytelling musicale di Franco, alter ego immaginario che, con un humor semplice ma diretto, vi guiderà attraverso una sua tipica giornata da disoccupato. Tra città del funk, party notturni e ballad rilassanti, Franco inizia così a raccontarsi.

Tracklist:

  1. Ouverture – 3:17
  2. Il sogno del gufo – 1:13
  3. Funk sin city – 4:41
  4. Afterparty – 7:13
  5. Good night Franco – 1:31
  6. Oh mama don’t cry – 3:41
  7. 103.4 FM – 0:30
  8. Sto in rosso – 4:00

CREDITI AUDIO/VIDEO

Autori: Franco Urbano – Corrado Luzzago – Thomas Calcagno
Mix e Mastering: Michael Majko Ferraris
Produzione artistica: Franco Urbano
Ufficio stampa: Free Club Factory
Booking & Management: Free Club Factory
Distribuzione: Franco Urbano
Grafica di copertina e foto: Francesco Gennari

CONTATTI 

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BIOGRAFIA

Franco Urbano, alter ego dicotomico che dà uno schiaffo in faccia alla storia della musica italiana e non se ne vergogna. Il progetto, formato da Corrado Luzzago e Thomas Calcagno, racconta le improbabili avventure di Franco, un cantautore immaginario a fine carriera sporco e senza peli sulla lingua. Lo storytelling è centrale nel progetto, infatti Franco diventa un medium tra i due musicisti e il pubblico per raccontare e raccontarsi.

Luca Carocci torna con “Canzone Semplice”: un inno alla leggerezza consapevole

È uscito venerdì 10 ottobre, “Canzone Semplice”, il nuovo singolo di Luca Carocci, che anticipa il prossimo progetto discografico in arrivo a dicembre 2025. Un brano che, come suggerisce il titolo, celebra la forza della semplicità — non come banalità o rinuncia, ma come scelta autentica e consapevole.

Carocci, cantautore dall’anima raffinata e dal linguaggio poetico, firma il testo insieme ad Alex Britti, dando vita a una canzone che si muove con ironia e autoironia tra i pensieri complessi e la ricerca dell’essenziale. “Scrivo una canzone semplice, per risparmiare…” — racconta Luca — “è il mio modo per ricordarmi di non cadere mai negli atteggiamenti seriosi, di non rifugiarmi in cliché e di continuare a praticare la semplicità come forma d’arte e di libertà.

Musicalmente, Canzone Semplice si costruisce su un equilibrio sottile tra chitarre calde, pianoforte dal timbro morbido e un sax vibrante che accompagna la voce fino a un epilogo strumentale delicato e luminoso. Il risultato è un paesaggio sonoro intimo, accogliente, in cui la parola diventa protagonista e la melodia respira con naturalezza.

A firmare la produzione sono Luca Carocci e Roberto Angelini, che insieme hanno costruito un sound elegante e pieno di sfumature. Con loro, una squadra di musicisti d’eccezione:

  • Roberto Angelini alle chitarre elettriche e lap steel,
  • Filippo Cornaglia alla batteria,
  • José Ramon Caraballo Armas alle percussioni,
  • Massimiliano Ciafrei al pianoforte,
  • Daniele Tittarelli al sax.

Registrato in presa diretta da Paolo De Stefani presso The House Of The Rising Sun di Artena, il brano è stato poi mixato e masterizzato al Mid & Side Studio, sempre da De Stefani. La pubblicazione porta la firma di Flamingo Management Srl, in collaborazione con Big Time Edimusica, e sarà distribuita da Ada Music Italy.

Un percorso tra poesia e viaggi

Cantautore, musicista e viaggiatore, Luca Carocci si distingue da anni per una scrittura sognante e visiva, capace di unire il racconto personale alla riflessione universale. Dopo il debutto nel 2014 con Giovani Eroi e il successivo Missili e Somari (2016) — che lo porta tra i finalisti di Musicultura con Le rose e i limoni — Carocci pubblica nel 2021 Serenata per chi è nervoso, confermando la sua capacità di fondere introspezione e leggerezza.

Il suo percorso artistico è arricchito da collaborazioni importanti, tra cui Margherita Vicario, Francesco Forni, Bianco e Roberto Angelini, e da un’esperienza come autore e compositore per il cinema. Nel tempo ha accompagnato artisti come Gnut, The Niro, Camilla Buch e Alex Britti, con cui oggi condivide anche la scrittura di Canzone Semplice.

Semplicità come rivoluzione

Con questo nuovo singolo, Carocci apre una nuova fase della sua carriera: una ricerca musicale più intima, ma non meno intensa, che mette la poesia al centro della canzone d’autore. In un’epoca dominata dall’eccesso e dall’immagine, Canzone Semplice si presenta come un piccolo atto rivoluzionario: un invito a rallentare, ad ascoltare e a scegliere la leggerezza come forma di profondità.

Ufficio stampa: Big Time – www.bigtimeweb.it

“Io sono il viaggio” — Caparezza torna e ci invita a ripartire

Nella notte tra l’8 e il 9 ottobre 2025 — giorno del suo compleanno — Caparezza ha sorpreso i fan con un ritorno elegante e carico di significato: è uscito “Io sono il viaggio”, primo singolo che anticipa il nono album in studio Orbit Orbit.

Questo lancio rappresenta qualcosa di più di una semplice pubblicazione musicale: è il segnale che Michele Salvemini — più noto come Caparezza — è di nuovo pronto a mettersi in cammino, accompagnato da poetica, visione e sperimentazione.


Il brano: parola, musica, significato

Parola e immagine

In “Io sono il viaggio”, Caparezza costruisce un testo che è insieme confessione e manifesto: «Io sono il viaggio, sono il bagaglio, sono il distacco, sono il traguardo». Il viaggio qui non è solo spostamento fisico, ma modalità esistenziale: è metamorfosi, trasformazione, capacità di rinascere dopo ogni fine.

Il testo intreccia riferimenti letterari e fumettistici: da Moby Dick a Corto Maltese, da Phileas Fogg a figure meno note ma cariche di significato (come Aldobrando). Questi rimandi contribuiscono a costruire un tessuto immaginifico in cui il viaggio si fa storia, mito, avventura interiore.

Suono e atmosfere

Dal punto di vista musicale, “Io sono il viaggio” abbraccia un’elettronica pulsante, con arrangiamenti che enfatizzano il senso di movimento e di sospensione, aprendo squarci sonori che evocano vastità, spazio e dimensioni nuove. L’equilibrio tra sperimentazione e accessibilità è una cifra che da sempre accompagna Caparezza, e in questo singolo riaffiora con forza.


Orbit Orbit: il disco-fumetto che supera i confini

“Io sono il viaggio” non è un semplice apripista, ma la porta d’accesso a un progetto ambizioso: Orbit Orbit, un lavoro che fonde musica e narrazione grafica.

Questo progetto si presenta come un disco-fumetto prodotto in collaborazione con Sergio Bonelli Editore, casa editrice storica del fumetto italiano. L’album uscirà il 31 ottobre 2025 e sarà affiancato da un albo a colori (240 pagine) e da un volume cartonato (256 pagine).

Caparezza si occupa direttamente della scrittura del fumetto, coadiuvato da illustratori e autori grafici (tra cui Matteo De Longis). L’obiettivo è ambizioso: dare vita a un racconto che non sia solo ascoltato, ma anche letto, un’opera che unisca linguaggi e superfici creative.

Tra le uscite promozionali, l’album e il fumetto saranno presentati al Lucca Comics & Games 2025 (30 ottobre – 1 novembre) con firmacopie, incontri con i fan e momenti speciali.


Il contesto: una pausa e una promessa

“Io sono il viaggio” arriva dopo una pausa discografica prolunga­ta: l’ultimo lavoro inedito di Caparezza risale al 2021, con Exuvia, in cui l’artista esplorava temi della mutazione identitaria e della liberazione personale. Con questo nuovo singolo e progetto, sembra chiudersi idealmente una trilogia artistica che inizia con Prisoner 709, passa per Exuvia e approda a Orbit Orbit.

Il giorno scelto per la pubblicazione — il suo compleanno — non è casuale: è un gesto simbolico di rinascita, quasi una dichiarazione di presenza.

In contemporanea all’uscita, Caparezza ha annunciato anche una serie di firmacopie e incontri con i fan sparsi per l’Italia (da Taranto a Bari, da Roma a Molfetta), oltre a un tour estivo 2026 con oltre 20 date previste nei principali festival italiani.